Introduzione
In Epidemiologia le due misure principali sono le misure di frequenza e le misure di associazione.
Le misure di frequenza hanno l’obiettivo di misurare quanto sia frequente una determinata malattia e si contrappongono alle misure di associazione che hanno, invece, l’obiettivo di quantificare l’associazione di una determinata malattia e la sua esposizione ad essa.
La prevalenza e l’incidenza appartengono alle misure di frequenza mentre il rischio relativo ed affini appartengono alle misure di associazione.
Questo articolo ha come focus l’Incidenza.
Incidenza: cosa esprime, come si calcola e range di valori
L’Incidenza si differenzia dalla Prevalenza in quanto quest’ultima considera tutti i casi di malattia (vecchi casi e nuovi casi) mentre l’incidenza prende in considerazione solamente i nuovi casi di malattia.
In epidemiologia è necessario, quindi, per avere una visione a 360o di una determinata malattia oggetto di studio, misurare sia la prevalenza che l’incidenza in quanto la prevalenza fa riferimento ai soggetti malati (indipendentemente da quando è iniziata la malattia) mentre l’incidenza rappresenta il rischio di ammalarsi ovvero la probabilità che la malattia si presenti nell’intervallo di tempo oggetto di studio (ad esempio, mesi, un anno, più anni ecc.).
L’incidenza (o incidenza cumulativa o rischio della malattia) è data dal rapporto tra il totale dei nuovi casi della malattia oggetto di studio nella popolazione in uno specifico periodo ed il totale dei soggetti sani nella popolazione all’inizio di quel periodo (ovvero il totale dei soggetti “a rischio” cioè il totale dei soggetti che vengono seguiti durante tutto il periodo di osservazione considerato meno coloro che, all’inizio di tale periodo, risultavano già ammalati).
L’incidenza cumulativa rappresenta quindi la stima della probabilità ovvero il rischio di ammalarsi in uno specifico periodo oggetto di studio.
La formula è quindi la seguente:

Il risultato sarà sempre compreso nel range [0,1] oppure, se moltiplichiamo il risultato ottenuto per 100, l’indice in questione sarà un valore espresso in percentuale.
Da notare che al denominatore è presente il totale dei soggetti sani nella popolazione all’’inizio di quel periodo ovvero la quota parte di popolazione “a rischio” di ammalarsi nel periodo oggetto di studio.
Infine, è importante ricordare che prima di calcolare l’incidenza è necessario sottrarre dal totale della popolazione, qualora fossero presenti, i soggetti che, all’inizio del periodo oggetto di studio, presentavano già la malattia (vecchi casi) e riportare la differenza ottenuta nella formula dell’incidenza inserendo il risultato ottenuto al denominatore.
Tasso d’Incidenza (o Densità d’Incidenza)
Se volessimo ottenere un indice ancora più preciso per quanto concerne l’incidenza, oltre all’incidenza cumulativa, potremmo andare a calcolare anche il tasso d’incidenza (o densità d’incidenza) che esprime, invece, non il rischio di ammalarsi ma la “velocità” (la “rapidità”) con cui si propaga la malattia in questione nel periodo di osservazione considerato.
Esso è dato dal totale dei soggetti di nuovi casi di malattia durante un certo periodo (che può, ovviamente, essere diverso da caso a caso) diviso il totale dei periodi di osservazione per tutti i soggetti della popolazione.
Il denominatore del tasso d’incidenza è quindi la somma di tutte le unità di tempo in cui ognuno dei casi della popolazione è stato osservato.
Un metodo ancora più preciso relativamente alla formula appena citata del tasso d’incidenza è quello che al denominatore fa riferimento, anziché al totale delle unità di tempo di osservazione, al metodo “unità di misura/soggetto” (per esempio, anno/persona, mese/persona e così via).
Per ottenere tale denominatore del tasso d’incidenza con questo secondo metodo procediamo attraverso 2 passaggi:
- Contiamo, per ogni soggetto, il numero totale di unità di tempo in cui quel soggetto non si era ancora ammalato e calcoliamo poi la somma tra i totali di ogni soggetto appartenente alla popolazione.
- Dividiamo quanto ottenuto al punto 1 per il totale delle unità di misura relative a tutto il periodo in cui tutti i soggetti sono stati seguiti.
Il numeratore di questa formula ancora più precisa del tasso d’incidenza è sempre ottenuto, come visto precedentemente, dal totale dei soggetti di nuovi casi di malattia durante il periodo considerato.
Incidenza e Prevalenza: come sono legate tra di loro?
Infine ricordiamo la seguente importante relazione:
P = I * D
che lega la prevalenza all’incidenza ed afferma che la prevalenza periodale è uguale all’incidenza per la durata della malattia.
Ti ringrazio per aver letto questo articolo fino alla fine!
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