Rischio Relativo

In questo articolo vedremo il Rischio Relativo. Scoprirai quando esso si utilizza, a cosa serve e come si calcola.

Indice

Introduzione

La presenza di un’associazione tra la variabile causa (o esposizione) che rappresenta la variabile indipendente e l’effetto che rappresenta la variabile dipendente viene valutata attraverso due indici fondamentali in epidemiologia: il “Rischio Relativo” e l’“Odds Ratio”.

In questo articolo vedremo il Rischio Relativo.

Rischio Relativo: quando si utilizza?

Il Rischio Relativo (RR) viene utilizzato negli studi prospettivi (o studi di coorte) e permette di misurare il rischio di insorgenza di una determinata malattia/patologia (variabile dipendente) rispetto ad un certo fattore di esposizione (variabile indipendente).

I soggetti (esposti e non esposti al fattore di rischio) vengono suddivisi in questi due gruppi appena riportati proprio all’inizio dello studio e vengono seguiti nel corso del tempo. In tale circostanza è quindi possibile “misurare” l’incidenza della malattia in base all’esposizione del fattore di rischio oggetto di studio.

Rischio Relativo: a cosa serve?

Il rischio relativo permette quindi di stimare l’incidenza dei soggetti esposti alla malattia sulla base dell’incidenza dei non esposti alla malattia. È proprio per questo motivo che tale indice è anche detto “rapporto di incidenza”.

Una volta riportata la tabella di contingenza in cui indichiamo:

a) I soggetti esposti al fattore di rischio che presentano la malattia

b) I soggetti esposti al fattore di rischio che non presentano la malattia

c) I soggetti non esposti al fattore di rischio che presentano la malattia

d) I soggetti non esposti al fattore di rischio che non presentano la malattia

Rischio Relativo: come si calcola?

Il Rischio Relativo è dato da:

 Il rischio relativo ha come range, così come l’odds ratio, valori tra 0 e + ∞.

Se RR > 1  -> esiste un’associazione POSITIVA tra il fattore di rischio e la malattia oggetto di studio ovvero il fattore di rischio può causare l’insorgenza della malattia in questione.

Se RR < 1  -> esiste un’associazione NEGATIVA tra il fattore di rischio e la malattia oggetto di studio ovvero il fattore di rischio può proteggere dall’insorgenza della malattia in questione.

Se RR = 1  -> non esiste un’associazione tra il fattore di rischio e la malattia oggetto di studio ovvero il fattore di rischio non causa né protegge dall’insorgenza della malattia in questione.

Più RR si allontana da 1 in senso decrescente, più l’associazione negativa è forte.

Più RR si allontana da 1 in senso crescente, più l’associazione positiva è forte.

Rischio Relativo: esempio

Vogliamo sapere se l’essere esposti allo smog (in particolare alle polveri sottili) possa essere associato all’insorgenza di asma e, a tal fine, seguiamo, in uno studio prospettivo, 2.063 persone suddividendole, ad inizio studio, in due gruppi:

  1. coloro che sono esposti alle polveri sottili (gruppo dei soggetti esposti)
  2. coloro che non sono esposti alle polveri sottili (gruppo dei soggetti non esposti)

e li seguiamo in un certo periodo di osservazione. A periodo concluso, contiamo quanti sono i soggetti ai quali è insorta l’asma nel gruppo dei soggetti esposti e quanti sono i soggetti che, invece, non si sono ammalati di asma nel gruppo dei non esposti.

Riportiamo i conteggi effettuati nella seguente tabella:

  Asma (malattia) 
  sinoTOTALE
esposizione alle polveri sottili (fattore di rischio)si712209921
no4217211.142
 TOTALE1.1339302.063

Calcoliamo il rischio relativo con la formula che abbiamo precedentemente riportato ed otteniamo:

RR = 2,097

Possiamo quindi affermare che possa esistere una modesta associazione positiva tra l’insorgenza di asma e l’esposizione alle polveri sottili.

Per poter affermare, con un certo livello di confidenza, che possa esistere un rapporto di causa-effetto tra le due variabili in questione, è sempre poi necessario valutare ciò anche mediante le tecniche statistiche inferenziali appropriate.

Ti ringrazio per aver letto questo articolo fino alla fine!

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NATALIA GIOVANNA CHIRICO

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